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Testimonianze sulle Carte sciamaniche

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Testimonianze sulle Carte sciamaniche di Stefano Fusi

Uso regolarmente le tue carte, sono davvero ispiranti, sono diventate parte integrante della connessione con la Sorgente creativa, nei miei workshops di pittura intuitiva. Grazie di questo dono che hai fatto al mondo ! Le uso per me stessa , prima di un lavoro, sia prima di dipingere o scrivere o condurre un gruppo, formulo prima la mia intenzione, poi pesco una o più carte. La lettura è intuitiva . Molte mie allieve le hanno apprezzate ...le immagini che hai dipinto sono magnifiche, sono chiavi che aprono Il nostro immaginario arcaico. Per me funzionano da tramite per accedere al sogno e alla visione e poi all'azione. Marina A.

Conosco Stefano da anni e ho avuto l’onore di sperimentare le sue carte ancora prima che venissero stampate. Da anni oramai un rito mattutino scegliere la carta del giorno e ogni volta la carta scelta rivela strumenti preziosi. Oltre a sperimentarle nel mio personale quotidiano ho da subito iniziato a sperimentarle nei seminari che conduco (seminari, intensivi, ritiri sul sentiero sciamanico). Un’esperienza molto potente è stato mettere a disposizione le carte nel Cerchio Sacro. Ogni partecipante da uno spazio di presenza e sincronicità è stato invitato a scegliere una carta e posare il proprio sguardo su di essa ricevendola attraverso il respiro e immaginando se stessi di camminare all’interno del simbolo rappresentato dalla carta stessa.  Esplorare e sentire la forma, il colore, il simbolo. Come passo successivo i partecipanti sono stati invitati ad alzarsi in piedi, ad indossare una bandana sugli occhi e, respirando e con movimenti circolari antiorari, di immaginare di fondersi nel simbolo della carta  e agire il simbolo stesso attraverso la danza. Danza che va a concludersi con un movimento circolare orario per uscire dal simbolo e a seguire rilassamento attraverso il quale i partecipanti hanno l’opportunità di sedimentare e integrare l’esperienza. Dalle condivisioni ho potuto essere testimone di tanta trasformazione, comprensione, conoscenza, chiarezza. Nirava

Conduco seminari e incontri di sciamanesimo. Da poco ho conosciuto le Carte sciamaniche ma le ho già integrate nel mio lavoro, ho trovato una mia via: le faccio prendere e tenere sul cuore senza guardarle, faccio vivere l’esperienza del viaggio sciamanico e solo dopo, nella condivisione, le faccio guardare. È impressionante come le carte che ciascuno “pesca” siano sempre proprio quelle che corrispondono al viaggio e come guardarle insieme poi ci porti insegnamenti importanti. Mi stupiscono ogni volta, sono molto potenti, sono grata a te e all’universo che me le ha fatte incontrare. Imparando a leggerle imparo anche ad ascoltarmi e a fidarmi di me stessa. Virginia B. 

Ho conosciuto Stefano poco tempo fa, "non dirmi niente di te chiediamo alle carte...!" Hanno parlato per me e da allora ogni giorno mi vengono in mente per la chiarezza e la profondità con cui mi sono sentita riconosciuta. Credo nella sincronicità spiegata da Jung e ogni giorno la sperimento, con stupore, nella vita. Propongo lavori e workshop sugli archetipi perché desidero imparare sempre meglio a dialogare con i simboli che mi parlano nei sogni, nel Focusing attraverso il corpo e sono il linguaggio universale del Creato. Le carte di Stefano usano proprio questo linguaggio con la potenza della visione sciamanica che da sempre studio e da sempre mi affascina. Maria D. 

Da sempre sono appassionata al simbolo e il suo dispiegarsi nella realtà come la conosciamo.  Spesso mi muovo nel mondo ascoltando i segni nella natura, i segnali nelle strade che percorro, frasi,  e incontri di persone spesso rivelatori di messaggi profondi. Le carte sciamaniche di Stefano Fusi a mio parere vibrano in questa essenza del simbolo. Ho avuto il piacere di partecipare a qualche sessione di gruppo e anche individuale sulle carte sciamaniche e ogni volta ho potuto constatare che a ogni svelamento della carta per ogni persona, me compresa, giungeva la carta il cui tema aiutava a fare maggiore lucidità in una situazione, ad approfondire o a vederla da un altro punto di vista. Le immagini delle carte sciamaniche evocano luoghi, persone, immagini, suoni facilitando la comunicazione tra parte di noi nascoste o ancora non riconosciute. Ogni volta che scopro una carta, mi scopro e/o riscopro nuovi modi di esistere e muovermi. Grazie Stefano. Francesca P.

Le carte sciamaniche di Stefano Fusi sono straordinarie: vibrano di energie archetipiche e comunicano con immediata semplicità. Le verità sono sempre semplici e molto dirette. La prefazione di Lorenzo Ostuni, grande maestro, è un battesimo che ne sancisce il valore. Monica C.

Conduco un gruppo di danzaterapia da 4 anni con pazienti che sono state o sono in analisi da me da anni, oramai sono allieve più che pazienti. Ieri ho proposto un riscaldamento corporeo attraverso la musica con l'indicazione di prendersi cura attraverso il movimento lento e consapevole di tutte le proprie parti del corpo, poi ho sistemato le carte sciamaniche coperte sul pavimento a spirale e ho invitato a sceglierne solo una coprendo la scritta. Poi ho chiesto loro di lasciarsi andare ad intuizioni libere associazioni di immagini partendo da ciò che suggeriva la carta restando legati alle emozioni e di accompagnare queste immagini con il movimento. Ognuna partendo da queste associazioni ha creato una danza per la propria carta in seguito si poteva integrare anche la scritta. Hanno creato danze meravigliose esprimendo emozioni molto intense. In seguito abbiamo condiviso i vissuti in gruppo, poi ho fatto ancora un gioco di danza terapia a coppie e alla fine ho letto i significati delle carte. Laura M.

Leggo le carte da anni, i tarocchi e altre sibille; le interpreto anche ad amici e conoscenti  e offro consulti a persone che si rivolgono a me per aiuto. Ora utilizzo solo le tue carte! Appena le hai presentate ho capito che sono potenti, infatti mi avevano "stregata"... quando le leggo mi succedono cose sbalorditive e le persone restano a bocca aperta; una mia amica che legge le carte secondo altri metodi è rimasta esterrefatta per la precisione dei messaggi che arrivano dalle carte sciamaniche. Mariangela C.

Le tue carte sciamaniche sono molto belle ed ogni mattina ne scelgo una per verificare quale potrebbe essere l'energia e la direzione della giornata. Mi aiutano molto e ormai sono diventate mie amiche! Donatella C.

Ho avuto il privilegio di poter usare le Carte Sciamaniche dal vivo potendone apprezzare la vibrante fragranza. Sono contenta che vengano pubblicate. Sonia P.

Ho scoperto le carte da un anno e da allora le leggo spesso, in certi periodi tutti i giorni. Le leggo anche ad amici e conoscenti, ogni volta con risultati incredibili. La cosa che colpisce di più è come ciascuno vi trovi riflesso quello che sta vivendo in modo immediato. Grazie! Giovanni E.

Ho trovato affascinanti i disegni di queste carte, riescono a ispirare sensazioni forti, che molto spesso corrispondono proprio al significato della carta stessa. Bella l'idea delle tre "interpretazioni" , ognuna arricchisce a suo modo la lettura delle carte. Antonella - Recensione su Il Giardino dei libri

Uso regolarmente le tue carte e sempre sempre mi rispondono in modo preciso. Grazie! Sabrina V.  

Oggi per la prima volta ho fatto una divinazione con le Carte sciamaniche e le rune assieme. E' uscita una bella coppia di simboli…  stanno bene assieme. Sono entusiasta, le Carte sciamaniche sono davvero belle, bellissime immagini che danno risposte con tanta precisione alle domande fatte. Grazie Stefano. Lorena R. 

Ho scoperto di avere un dono mentre le leggevo e ho trovato l'amore. Luca D.

Buone carte che aiutano a riflettere nel corso della giornata. Fabio - Recensione su Il Giardino dei libri

Stupendo. Energia allo stato puro. Con immagini meravigliose. Recensione anonima su Google libri

Nell'organizzare una festa per promuovere un "giardino condiviso", mi è stato chiesto di portare qualcosa di gioioso che aggregasse e creasse armonia. Meditando mi è arrivato: "Porta le carte sciamaniche di Stefano che parlano ai cuori direttamente con semplicità". Ho accompagnato le persone venute spontaneamente a provare l'esperienza mostrando loro semplicemente la modalità di lettura e suggerendo l'ascolto di ciò che le immagini delle carte gli evocassero  nel profondo. Sono venute persone di tutte le età, con storie e personalità molto differenti. Chiedevo loro di raccontare da quale sfumatura, da quale figura della carta venivano colpiti, che cosa rappresentasse per loro in quel momento del loro cammino.  In alcuni piccoli particolari leggevano la difficoltà, in altri della stessa carta l'occasione per il superamento della stessa. Tutti hanno sentito con commozione il messaggio di ogni carta, tutti hanno saputo collegare e tradurre in "direzione personale" l'esperienza vissuta. Mi rimandavano verbalmente di cogliere un senso di fiducia, forza e bellezza, come se si sentissero sostenuti da quanto si era svelato ai loro cuori. Ognuno ha saputo ascoltare, in termini di potenzialità e trasformazione, anche le carte più "difficili", come "la morte" o "la malattia" o "la chiamata". Alla fine della loro osservazione e del loro racconto leggevo il responso scritto che c’è nel libro che accompagna le carte; spesso mi veniva chiesto di rileggerlo, poiché aggiungeva elementi di consapevolezza a ciò che era già giunto loro attraverso l'immagine. Il testo di ogni carta, mi dicevano le persone, portava leggerezza e gioia anche se il messaggio comportava un "impegno", un "lasciare andare", un "grosso lavoro su di sé" o "il riconoscimento di un limite o una ferita". Alla fine del giro di carte tutti mostravano gratitudine e commozione e dicevano "che belle queste carte"! Anche per me è stata commozione nel sentire negli occhi, nel cuore, nella pelle, la luce meravigliosa che ogni persona è e che  porta al mondo: siamo un unico immenso cielo. Grazie grazie! Anna C.  

Le carte di guarigione sono ricche di colori forti e dissonanti che catalizzano l'attenzione sul simbolo o su un particolare. Questo aiuta l'intuito a viaggiare liberamente, accompagnato dalla parola che rappresenta la parte razionale, che canalizza l'attenzione verso la concretezza. Le utilizzo da sole o insieme ad altre carte intuitive nelle mie letture e consulti. Rossella G. 

I seminari con le Carte sciamaniche

Ci tenevo a farti un ringraziamento speciale per ieri, sei stato molto bravo, hai interagito con noi, con calma, pazienza ed attenzione. È stata veramente una giornata proficua, una tra le mie più belle esperienze, fino ad ora. Daniela B. 

Veramente uno splendido momento di condivisione, ricerca e introspezione.. dove l'energia del gruppo, mediata da Stefano, ha fornito a tutti i partecipanti spunti e nuovi strumenti di crescita. Grazie infinite quindi a Stefano Fusi e a tutte le meravigliose anime intervenute!! Alberto J.

Buon giorno Stefano, è stata una bella serata... intensa...  ho già iniziato ad utilizzare i messaggi delle carte... anche se prima arrivano le visioni/messaggi... poi, stranamente (?!?) arrivano le carte, esattamente quelle..... magiche... Grazie infinite per tutto il vostro lavoro... era questo che stavo cercando... e magicamente (ancora?!?) sono arrivate. Faranno parte della mia vita e di tante persone che ne sapranno gustare i messaggi, integrandoli nel proprio monto, nel proprio cuore... sarà un vero onore essere un canale luminoso in cui i messaggi prenderanno voce. Simonetta C.

Sono molto contenta di aver partecipato a questo seminario, di aver condiviso la splendida energia che c'era e ringrazio per tutto ciò che ho ricevuto dagli altri...è stata una bella e profonda esperienza. Ivana R.

Ieri è stata una giornata intensa… intensa di tutto: emozione, vita, verità, persone, accoglienza… ora mi sento felice di aver condiviso grazie alle tue carte! Stefania B. 

Bellissimo!! L'energia che mi hanno dato le carte si è unita alla grande energia che ognuno di noi ha saputo dare e che continuo a percepire!!  Grazie a tutti!! Grande Stefano!!!  Namastè. Mariangela C.

Bellissima esperienza, grazie! Cinzia C.

È stato un piacevole incontro quello di ieri. Armonia e amore hanno accompagnato l ' intera giornata... gli occhi di ognuno di noi brillavano di luce e gioia.....quanta bellezza!! Agata Z. 

 

 

La pagina Facebook dedicata alle carte sciamaniche>>

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Comunicazione ecologica

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 ECO-COMUNICARE

Seminario esperienziale

Rivolto a tutti ma in modo particolare a formatori, giornalisti, educatori, operatori di discipline naturali, counselor, operatori sociali, insegnanti

Condotto da Stefano Fusi

Come migliorare la propria comunicazione per avere una vita di relazione più soddisfacente e completa. 

 

Sms e mms, mail, social network, internet, tv satellitari… la comunicazione non è (solo) questo, la vera comunicazione è quella fra le persone e nei gruppi, faccia a faccia. Tutti possiamo comprenderla, coltivarla e migliorarla per vivere meglio ed essere più sereni, costruttivi e convincenti anche nelle situazioni difficili.

Una vera comunicazione permette di ascoltare davvero gli altri e “mettersi nei loro panni”; contenere e risolvere contrasti e conflitti; assentire senza essere passivi e rifiutare senza essere aggressivi; trasformare errori e critiche in occasioni di crescita; spiegare e far valere le proprie ragioni.

Il corso presenta la natura, i trabocchetti e le potenzialità della comunicazione interpersonale. Propone tecniche e accorgimenti essenziali per renderla più efficace nella vita quotidiana, ed esperienze e giochi di “comunicazione ecologica” che migliorano i rapporti interni nei gruppi (famiglia, lavoro, scuola, comunità, servizi sociali, associazioni).

 

 Il conduttore

Stefano Fusi,  giornalista e consulente di comunicazione, lavora da trent’anni nei campi dell’ecologia e delle medicine naturali e complementari. Organizza, promuove e conduce incontri, campagne stampa, convegni ed eventi per associazioni, aziende, enti pubblici e centri culturali. Conduce corsi di formazione e seminari sulla comunicazione, la crescita personale, la creatività e il benessere naturale.

Con Tecniche Nuove ha pubblicato “Spirito naturale”, 2007, “Immaginazione creativa per il benessere”, 2007, Energia vitale per la salute” 2008.

 

 IL CIRCOLO VIRTUOSO DELLA COMUNICAZIONE

Siamo come pesci nell’acqua. Immersi nella comunicazione, al punto di non rendercene neppure conto: per un pesce, l’acqua è il mondo. Noi non ci accorgiamo neanche di essere immersi nella comunicazione. C’è anche l’aria, eppure, il pesce (a parte qualche pesce volante) si rende conto solo dell’acqua. Non può uscirne, altrimenti morrebbe. Così, noi in realtà siamo vivi grazie alla comunicazione. anche il più misantropo, eremita o solitario è nato e vive grazie alla comunicazione, o meglio alla relazione, che la comprende.

Usare la parola “comunicazione” è già un problema: in realtà, tutto è comunicazione. Invece oggi intendiamo con comunicazione qualcosa di a sé stante e di diverso rispetto al resto della vita, e la confondiamo con l’informazione e con i messaggi che passano attraverso i “mezzi” di comunicazione (che, appunto, sono mezzi, non interi… ovvero, non sono che una parte della comunicazione, quella tecnica e visibile). Oppure, crediamo che la comunicazione sia qualcosa di astratto, oppure di specialistico, riservato ai professionisti della comunicazione, che oggi abbondano (e mi ci metto anch’io, giusto per spiegare quello che faccio).

La nostra mente è abituata a discriminare, deve farlo per poter vivere in questo mondo materiale; ma la comunicazione non è solo un fatto mentale, e non è in realtà separata dal resto della vita. Anzi, è la i vita stessa i a essere comunicazione. O meglio, relazione: che sta alla comunicazione come l’albero sta ai semi portati dal frutto. La comunicazione è una forma della relazione, quella parte che serve a diffondere il messaggio (il seme trasporta in sé l’albero).

Le particelle subatomiche sono in relazione fra loro, gli atomi fra loro, le molecole le cellule gli organismi le parti dell’ecosistema, fanno parte di un tutto indivisibile anche se al suo interno ci sono appunto queste parti differenziate. Le parti del corpo solo legate, in relazione indissolubile: non esiste un ginocchio se non fa  parte di un corpo (anche se le cliniche degli orrori, peggio che certi film, sembrano suggerire altro, e se alcuni geni, nel senso di cervelloni, stanno imparando a spezzettare geni di altro genere). L’ecologia, l’ecologia della mente e l’ecologia della comunicazione insegnano invece che tutto è legato a tutto il resto.

Detto questo, è pur vero che la parola comunicazione significa ben qualcosa di preciso. Ovvero, lo i scambio di dati e informazioni i (e non solo, come vedremo) i fra più soggetti i (persone, gruppi e così via). Dunque è pur vero che la comunicazione è qualcosa che si può definire in sé, distinguendola dalla vita in generale. Ma questo non contraddice quanto dicevo prima: semplicemente, pur essendo la comunicazione un tutt’uno con la vita, l’energia vitale, l’ambiente e il cosmo, ne è una parte che possiamo definire con la nostra mente per comprenderla meglio, ricordandoci però che non si deve darle un valore assoluto, cioè slegato da tutto il resto: non si può comunicare davvero senza corpo o anima; a lungo andare le migliaia di facce su internet ci illudono di avere tanti amici, ma non ci dicono nulla rispetto a un vero incontro. 

Per intendersi appunto (sto comunicando con te che leggi): io (emittente) definisco un messaggio (che cos’è la comunicazione), uso un codice (la lingua italiana, in questo caso scritta), te lo mando (trasmissione) attraverso un mezzo-canale (il libro – la carta stampata), mi auguro che tu lo trovi e lo legga (che superi il “rumore”, ovvero i disturbi che sempre ci sono nella comunicazione: in questo caso, le migliaia di altri libri che ci sono sulla comunicazione) e spero che tu (ricevente) lo comprenda e possa utilizzarlo per vivere meglio, e anche che tu mi faccia poi sapere come l’hai trovato e farmi domande o segnalarmi tue considerazioni (risposta di ritorno).

Tutte le parole che ho usato fra parentesi le troverai spiegate in seguito, e sono l’ABC della comunicazione in quanto tale, come sto cercando di definirla per te. L’ho imparata sul campo, nel mio lavoro di giornalista e organizzatore di eventi e conduttore di corsi e incontri, e l’ho approfondita con studi ed esperienze, e ora la insegno in corsi di formazione rivolti a persone come te, che vogliono capirla e padroneggiarla non tanto per essere grandi comunicatori, quanto per stare un po’ meglio nelle loro relazioni e nel loro lavoro.

Quello che ho imparato è che la comunicazione, lungi dall’essere una scienza misteriosa o una branca del sapere riservata a pochi eletti, è la sostanza stessa della nostra vita. E che comprende in sé la nostra parte fisica, quella emotiva e sentimentale, quella razionale, quella spirituale; che ci lega a tutti gli altri e al mondo vivente, e all’universo intero.

Non è difficile comprenderla e imparare a migliorarla, anche se nessuno ce l’ha insegnata nelle scuole (dove invece si fa in genere solo “informazione”) o nelle università. Solo negli ultimi anni ci sono studi universitari dedicati alla comunicazione, che però sembrano complicare troppo e rendere anche questo campo una materia per iniziati. Dunque, qui distillo le conoscenze dirette, di prima mano e vissute, essenziali, e le riflessioni che ho fatto sulla comunicazione, per renderla qualcosa di facile, comodo e accessibile a tutti.

 

CONTENUTI

 

che cos’è la comunicazione 

Tutto è comunicazione: la rete delle relazioni dalla natura al web

ABC della comunicazione: emittente, ricevente, codice, messaggio,  mezzo-canale, feedback, rumore, rete

L’atto comunicativo: differenza fra informazione e comunicazione

Comunicazione diretta e indiretta

Comunicazione verbale e non verbale

Il contesto

Gli ostacoli alla comunicazione

Le potenzialità della comunicazione

 

l’ascolto, base della comunicazione

Ecologia della comunicazione

Sentire, ascoltare, capire, comprendere

 

l’ascolto di se stessi 

Self-Empowerment

Identità e immagine

Sentirsi, ascoltarsi, capirsi, comprendersi

Sperimentazioni:

“allo specchio”

l’autoimmagine

esplorazione cieca

problemi – opportunità

 

l’ascolto degli altri

Pulire i propri canali: centratura e distensione

Empatia, rispetto e coinvolgimento

Domande aperte o chiuse

Scambi comunicativi simmetrici e asimmetrici

Immedesimarsi: rispetto, partecipazione, contatto

Sperimentazioni:

il vaso vuoto

gioco relazionale “io-tu”

la guida cieca

rispecchiamento

come mi vedo io, come mi vedono gli altri

 

 scrivere

La magia della comunicazione scritta

Fare “un verbale” per ricordare meglio

Sperimentazioni:

l’indizio

semplificare

i proverbi

inventare un racconto

 

 parlare

La struttura e gli obiettivi del discorso

Coinvolgere

Tono, pause, non verbale

Sperimentazioni:

registrare e riascoltare

telefonare

inventare un racconto

fr7

 la creatività nella comunicazione 

“Alzare il tono” per superare il rumore

L’effetto-sorpresa

Oltre il convenzionale: esprimersi con il corpo, i gesti, i simboli, il movimento, l’arte e il suono

Sperimentazioni:

l’“ipnotizzatore”

“cambiare canale” (usare mezzi e messaggi inconsueti)

la risata di cuore

gioco relazionale: “il dono” (comunicare attraverso oggetto simbolico)

 

la comunicazione efficace

Farsi sentire, farsi ascoltare, farsi capire, farsi comprendere

Comunicare in modo costruttivo: condivisione e critica costruttiva

Assertività: affermare la propria identità

Saper creare e mantenere relazioni significative

Saper modificare e interrompere le relazioni in modo costruttivo

Sperimentazioni:

la mappa mentale

brainstorming

freewheeling

autopresentazione secondo le cinque W

 

dall’io al noi: la comunicazione ecologica

Dinamiche di gruppo e relazionali

Ecologia della mente: valorizzare le opposizioni e i contrasti, superare i conflitti

Sperimentazioni:

i rischi della comunicazione

contrasto-conflitto

comunicazione a 1 e a 2 vie

comunicazione verbale e non-verbale

individuare un partner in modo non-verbale

leadership situazionale

il codice segreto

l’oggetto segreto

contrapposizione individuale e di gruppo

coinvolgimento individuale e di gruppo

l’oggetto simbolico

talking stick, il bastone della parola

 

Un video sulla comunicazione>>

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Respirazione olotropica

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RESPIRAZIONE OLOTROPICA

Un metodo per vivere meglio scoprendo il sacro dentro di noi

Articolo di Stefano Fusi (2005)

Nei sogni non ci sorprende. Ma se siamo svegli, restiamo sconcertati quando ci accadono esperienze “strane” come quella di sentirci senza confini, immersi in un mondo colorato e luminoso, in cui tutto è armonico e paradisiaco, o di parlare faccia a faccia con qualche divinità o con gli angeli; oppure, quelle di sentirsi cadere o sprofondare in abissi, sentirsi schiacciare da entità demoniache e gigantesche...

Tranquilli, non siamo diventati pazzi. Sono dei “sogni ad occhi aperti” molto particolari ma non insensati. Siamo semplicemente entrati in contatto con la dimensione “sacra” dei simboli spirituali più profondi della nostra mente, che lo psicanalista Carl Gustav Jung chiamò “archetipi”, ovvero i simboli più importanti dell’inconscio collettivo. Che sono più o meno gli stessi in tutti i tempi e in tutte le culture: la Grande Madre, il Padre, l’Eroe, il Vecchio saggio, la Natura, il Mostro e così via.

Insomma, non dobbiamo avere paura di questi eventi: non sono così insoliti, né sono “apparizioni” miracolose o vaneggiamenti pericolosi. Anzi. Possono accadere a tutti, soprattutto a chi si dedica alla ricerca interiore e pratica forme di meditazione, ma anche a chi attraversa periodi di cambiamento e vive eventi stressanti. Dovremmo prestar loro attenzione e comprenderli, perché possono chiarirci il senso di quanto ci accade, proprio come i sogni più significativi. Se invece li rimuoviamo possiamo soffrire di vari disturbi e inquietudini, proprio come sta male chi non può dormire e sognare per molto tempo. Dentro di noi c’è una parte bambina, intuitiva e sognatrice che ha bisogno di vivere queste esperienze, tanto quanto quelle della nostra vita “normale” di adulti.

Finora la psicologia ha ignorato questi fenomeni, relegandoli nel campo della malattia o della religione; ma tutti possiamo sentire la dimensione sacra della vita, in cui ci sentiamo in comunicazione con la natura e il Tutto. Può accaderci spontaneamente, oppure possiamo farlo attraverso tecniche di ricerca interiore. Una di queste è stata messa a punto da Stanislav Grof, psichiatra noto come fondatore della “psicologia transpersonale”, nata negli Stati Uniti d’America negli anni Cinquanta. Ispirata dagli studi di Jung, la psicologia transpersonale studia non gli aspetti individuali dell’inconscio ma quelli che vanno oltre la singola personalità. Grof ha messo a punto una tecnica, la “respirazione olotropica” (significa “che va verso il Tutto”,  dai termini greci holos, “intero”, tutto e trepein, “muoversi verso”), per sperimentare “stati non ordinari di coscienza” in cui si rivivono esperienze e traumi del passato, risolvendo così molti problemi. È una tecnica che ricorda la complessa respirazione yoga (pranayama) o il rebirthing, in cui la respirazione viene molto accentuata. Ma la respirazione olotropica non è una terapia o una pratica religiosa, bensì una forma di esplorazione interiore. È ma una respirazione continuata per ore, leggermente accelerata ma naturale, fatta con l’aiuto di un “facilitatore” e di un’altra persona che assiste nell’esperienza.

Il fondatore

Psichiatra, nato in Cecoslovacchia, Stanislav Grof negli anni Cinquanta lavorò a Praga e utilizzò gli strumenti classici della psichiatria “ufficiale”. Era ateo e materialista convinto, ma presto si accorse che molti dei suoi pazienti classificati come “psichiatrici” in realtà avevano avuto esperienze mistiche spontanee di “coscienza cosmica”, simili a quelle dei mistici di tutte le religioni. Riconobbe dunque che “la dimensione spirituale è l'elemento chiave della psiche umana” e che questi stati di coscienza non sono espressioni di malattia mentale, anzi possono essere un aiuto per vivere meglio. Emigrato negli Usa, continuò la sua ricerca nel Maryland, al Centro di ricerche psichiatriche, e a Baltimora alla John Hopkins University; all’Istituto di ricerca di Esalen a Big Sur (California) fu tra i fondatori della psicologia transpersonale ed elaborò la respirazione olotropica, che viene sperimentata da trent’anni. Per Grof, “la psicologia transpersonale ritiene che non ci sia conflitto tra scienza e spiritualità e nemmeno ragioni per le quali non si debba indagare scientificamente il fenomeno spirituale".

I libri di Stanislav Grof

Oltre il cervello, ed. Cittadella, 1988 (le basi della concezione di Grof); in edizioni Red: La mente olotropica, 1996; Il Gioco cosmico della mente - oltre i confini della coscienza individuale, 2000; Psicologia del futuro, 2001; con Cristhina Grof: Oltre la soglia; La tempestosa ricerca di se stessi - crisi psicologiche e cambiamento, 1995; Emergenza spirituale – la crisi personale come rinnovamento profondo, 1993; Con Ervin Laszlo e Peter Russel, La rivoluzione della coscienza, ed. Nuova Era, 2003; Quando accade l'impossibile. Avventure in realtà non ordinarie, 2006, Apogeo; L'ultimo viaggio. Terapia psichedelica, sciamanesimo, morte e rinascita, 2007, Apogeo; Respirazione olotropica, teoria e pratica. Nuove prospettive in terapia e nell'esplorazione del sé, con Christina Grof, 2010, Apogeo; Guarire le ferite più profonde. Straordinari metodi per cambiare il paradigma della mente, 2013, Macro Edizioni; La nuova psicologia. L'eredità di cinquant'anni di ricerca sulla coscienza, 2013, Spazio Interiore.

A che cosa serve

La respirazione olotropica non è una terapia ma una pratica di esplorazione interiore. I benefici che se ne ricavano dipendono dal carattere e dalle esperienze precedenti delle persone. A tutti comunque porta un miglioramento nel benessere psicofisico e un cambiamento profondo della personalità. Aiuta a ritrovare un senso di pace e unità interiore e una connessione profonda con la natura, e a lasciar andare le paure, le rabbie e i rancori che di solito avvelenano la vita: allora ci si sente parte di qualcosa di molto più grande di noi e si riesce a guardare lucidamente  dalle preoccupazioni quotidiane, a entrare in contatto con le proprie emozioni più profonde e intense senza temere di esserne travolti.

A chi rivolgersi

I “facilitator” di respirazione olotropica diplomati alla scuola di formazione (Grof Transpersonal Training) in quanto tali non sono terapeuti. Ma molti lo sono nella loro professione (psicoterapeuti, psichiatri, medici, fisioterapisti, psicomotricisti), in cui utilizzano anche l’olotropica. In Italia oggi ci sono  diversi facilitatori e altri stanno completando la formazione, pluriennale e molto impegnativa. Il sito da consultare è quello dell’Association for Holotropic Breathwork International: www.grof-holotropic-breathwork.net/

Come si svolge e che cosa succede

Le sedute di respirazione olotropica sono di gruppo; solo in via eccezionale ci sono sedute individuali. I gruppi variano da un minimo di otto-dieci persone a un massimo di qualche decina (dipende da quanti facilitatori partecipano). Il seminario di olotropica si svolge in un week-end per un totale di 15-18 ore di pratica. Sabato mattina c’è un’introduzione teorica. La respirazione vera e propria si fa sabato pomeriggio e domenica mattina. Domenica pomeriggio chi vuole racconta e condivide l’esperienza con gli altri.

Ogni partecipante aiuta un’altra persona a fare l’esperienza. Si sceglie una persona fra i presenti, con cui ci si scambieranno i ruoli. A turno si respira e si fa il “sitter”: ci si siede vicino alla persona che respira e la si assiste, senza parlare né intervenire ma semplicemente restandogli vicino, aiutandola a coprirsi se ha freddo o ad andare al bagno. Chi non è abituato a queste esperienze può sentire a tratti tensioni muscolari e dolori; allora il facilitatore può intervenire su richiesta del sitter,  con un lavoro corporeo di pressioni e contatti che aiuta a sopportare la tensione e a comprenderne l’origine e il significato.

Le persone stanno sdraiate e in silenzio, e portano una benda sugli occhi per concentrarsi su se stessi. All’inizio un facilitatore (sono sempre due per ciascuna seduta) aiuta le persone a rilassarsi con esercizi di training autogeno e Yoga; quindi invita a iniziare una respirazione profonda senza forzare ma invitando ad accelerare il respiro. Da questo punto il facilitatore non interviene più: augura “buon viaggio” e la persona respira tranquillamente per almeno tre ore e mezza, ascoltando musiche scelte per aiutare l’esperienza (all’inizio movimentate poi più intense e melodiche, alla fine più rilassanti e dolci e ricche di suoni naturali). Al termine chi ha respirato, sempre senza parlare, si alza e si toglie la benda dagli occhi ed è  accompagnato a disegnare un mandala in cui rappresenta l’esperienza vissuta, per fissarla nella memoria. Chi vuole può raccontare l’esperienza e mostrare i disegni; i conduttori non li interpretano ma si limitano a commentarli per spiegare a tutti che cosa possono voler dire nelle varie culture umane i simboli “incontrati”. I facilitatori possono fare consulti individuali in seguito per chiarire aspetti particolari dell’esperienza, che può essere ripetuta ma solo a distanza di tempo: in genere ha effetti immediati molto forti.

Durante la seduta si hanno esperienze molto particolari e personali, che dipendono dalla propria personalità e cultura. In generale comunque ci si sente profondamente legati alla natura, e ci si può immedesimare con animali, piante e altre persone, o identificare con tutta la vita e con l’intero cosmo. Anche se non si conoscono, si possono “vedere” simboli eterni presenti in ogni cultura umana, come la croce, il cerchio, la luna e il sole, il buio e la luce e così via, e si può avere un’intuizione molto personale del loro significato e di ciò che rappresentano per la propria vita. Insomma, si può constatare su se stessi che le dimensioni spirituali sono normali e comuni a tutti, pur nella differenza delle loro manifestazioni.

Rivivere la nascita

Nella respirazione olotropica si può rivivere anche il percorso del nascituro, dall’utero materno al passaggio attraverso il corpo della madre fino alla nascita: in questo percorso sono “fissate” molte emozioni che poi vengono rivissute inconsciamente, nel corso della vita, quando si incontrano situazioni di forte cambiamento. Queste esperienze sono divise in quattro fasi comuni a tutti, che Grof chiama “matrici perinatali”: la prima è pervasa da un senso di benessere e armonia e corrisponde al periodo in cui si è immersi nel liquido amniotico, in simbiosi con la madre; nella seconda c’è la sensazione di essere “risucchiati” (cominciano le contrazioni che ci “attirano” verso l’esterno); nella terza si rivive il passaggio lungo il canale vaginale; nell’ultima, c’è un senso di estasi uscendo alla vita, ma può esserci anche inquietudine per la separazione dalla madre.

A ciascuna fase sono collegati delle emozioni che la respirazione olotropica permette di rivivere in modo dolce: si possono “lasciar andare” le paure, le rabbie e angosce che senza saperlo vi abbiamo collegate, e ci si sente sollevati e in armonia con la vita. Per esempio, si possono sbloccare spontaneamente alcuni blocchi somatici (come le rigidità muscolari al collo e alla mascella, date da anni di tensioni).

A chi è rivolta

La respirazione olotropica può essere praticata da chiunque, dai 18 ai 60 anni (salvo nel caso di alcuni problemi gravi). È utile a chi sente la necessità di risolvere problemi profondi o sta attraversando periodi di profonda trasformazione; a chi vuole essere più creativo, come gli artisti; a  insegnanti, educatori, assistenti sociali, consulenti, terapeuti, medici, psicologi, infermieri, perché chiarisce loro molti aspetti del lavoro e del rapporto con le persone; e a chi vuole esplorare dimensioni spirituali in modo guidato e protetto, senza entrare in movimenti organizzati o ispirati ad altre culture religiose. Può essere praticata anche da chi sta seguendo una psicoterapia, con l’accordo dello psicoterapeuta, perché non interferisce con la terapia ma anzi può accelerarla.

Chi vuole partecipare può compilare un formulario medico per segnalare malattie passate e  disturbi attuali, o avere un colloquio con il facilitatore che  propone la seduta. La respirazione olotropica praticata in gruppo è sconsigliata a chi ha problemi quali disturbi psichiatrici gravi, glaucoma, cardiopatie, alcolismo e tossicodipendenza (se non è inserito in un programma di cura e recupero), tumori, problemi neurologici dovuti a cause organiche, malattie infettive, epilessia, asma. Non la possono praticare neanche le donne in gravidanza, chi è in convalescenza o ha effettuato da poco operazioni chirurgiche.

Consulenti

Dottoressa Augusta Uccelli, psicoanalista di indirizzo Junghiano, diplomata all’Istituto Jung di Zurigo, facilitator di olotropica

Katia Soliani, psicomotricista, facilitator di olotropica, diplomata alla GTT, Grof Transpersonal Trainig

 

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Wu Wei - l'arte naturale

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WU WEI - L'ARTE NATURALE

Laboratorio di espressività condotto da Stefano Fusi*


Esprimersi, comunicare, risanarsi e celebrare con gli elementi naturali; costruire oggetti artistici “di potere”, mandala e “altari naturali”. 


Ciascuno di noi è artista, perché ciascuno di noi è natura. 


La natura è la grande artista, dobbiamo solo imparare da lei ed aprirci ai suoi insegnamenti. 
La sua bellezza è amore divino. 
L’arte è adorazione del sacro naturale, è la via per affidarsi alle forze che animano il mondo vivente e la nostra natura interiore e comunicare la nostra trasformazione interiore. 

Wu Wei nell’antica filosofia taoista significa “agire senza agire”, o meglio “agire senza interferire” (con il corso naturale delle cose). 

In questo laboratorio non si imparano tecniche artistiche particolari, ma le si utilizza per fare esperienza dell’aprirsi all’arte e alla creatività della natura.

Gli obiettivi del laboratorio 
- Liberare e gestire le proprie energie creative, le potenzialità mentali e i talenti. 
- Scoprire e sviluppare la propria creatività attraverso il rilassamento, la visualizzazione e l’immaginazione. 
- Individuare e ridipingere il proprio ritratto interiore.
- Usare gli oggetti naturali come strumenti di autoespressione e comunicazione: contattare e manifestare i propri contenuti spirituali in modo sorprendentemente facile e soddisfacente, portando chiarezza nella propria vita di tutti i giorni e nelle proprie relazioni.

Per partecipare.

Il Laboratorio è rivolto agli adulti ed aperto a tutti, senza limitazioni di età, professione o preparazione: non occorre essere artisti né aver svolto studi e ricerche particolari, al contrario chiunque può partecipare. 

Non servono materiali particolari (quelli utili saranno a disposizione dei partecipanti). 
Unica condizione: bisogna arrivare al laboratorio scegliendo prima, in natura, oggetti ed elementi con cui vogliamo esprimerci.
Per sceglierli, occorre solo lasciar andare aspettative e giocare come bambini, lasciandosi trovare dalle cose: qualsiasi cosa ci piaccia e ci attiri, foglie, sassi, pigne, ghiande e semi, penne e piume, conchiglie, sabbia. L’estate e le vacanze sono è il momento ideale per raccoglierli. 

Comunque chi dipinge o scolpisce o fa altri lavori artistici ed espressivi può portare i propri materiali e strumenti di lavoro, che potranno essere utilizzati compatibilmente con l’andamento del laboratorio, che non è programmato rigidamente ma si struttura in base ai partecipanti. 

Programma 
Pratiche per entrare in sintonia con se stessi e gli altri, liberare e gestire le proprie energie e potenzialità espressive, relazionali e di comunicazione, scoprire e sviluppare la propria creatività: 
- focalizzazione psico-corporea e percezione di se stessi attraverso il movimento, l’immaginazione guidata e la visualizzazione, il ritratto interiore
- esperienze di espressività e giochi relazionali. 

Esperienza di arte naturale
- tecniche per utilizzare oggetti naturali come strumenti di autoespressione e comunicazione e costruire oggetti di oggetti artistici semplici e alla portata di tutti, oggetti di potere e rituali, mandala e “altari” con materiali naturali 
- sperimentare la loro valenza simbolica nella ritualità 

Tutti possiamo esprimerci, l’arte è celebrazione della bellezza della natura 

Per esprimersi in forma artistica il primo ostacolo da superare è quello della mancanza d’autostima: in genere si pensa di non essere in grado di esprimersi attraverso la grafica e la pittura, ritenuti campi per pochi eletti o capaci. Al contrario, come si è capaci di camminare, così si è capaci di tracciare segni o scegliere e usare colori e forme. Magari non si è tutti artisti ma questo non significa che non si debba o possa esprimersi; sarebbe come dire che solo i campioni olimpionici hanno diritto di correre. Si tratta di abbandonare convinzioni autolimitanti ed errate e affidarsi alle proprie risorse con fiducia e con una buona dose di giocosità e semplicità, senza paura del giudizio e senza giudizi nei confronti di altri. Le doti d’espressione possono anche essere poco “allenate” ma esistono in ciascuno di noi.
E la natura ci aiuta. È la grande artista. Dobbiamo solo affidarci ad essa, alla sua forza e saggezza. 
A differenza delle tecniche grafiche e pittoriche, che richiedono comunque, almeno in prospettiva, un minimo di capacità tecniche e conoscenze dei materiali, utilizzando oggetti naturali si privilegia ancora di più la creatività, l’intuizione, l’attenzione al rapporto quotidiano che abbiamo con gli oggetti, l’ambiente, la natura che ci circondano e con cui siamo in relazione di interdipendenza. 
Scegliere, usare come mezzi di espressione e simbolico oggetti naturali e comporli è creare uno spazio sacro e meditativo che può trasformare la nostra vita e portarci a una profonda connessione con noi stessi. 

L’espressione artistica con gli elementi naturali 
Dalle avanguardie artistiche più dirompenti in poi (dadaismo, surrealismo, fino alla cosiddetta arte povera e alla land art, l’arte del paesaggio che opera in natura con elementi naturali) l’utilizzo di oggetti semplici, riciclati (trash art) o naturali è entrato nella coscienza comune quale espressione artistica che ha pari dignità rispetto alle forme artistiche convenzionali e accademiche. 
E l’interesse per le filosofie orientali (zen e buddismo) e per le culture di popoli nativi ha spinto a riconsiderare l’importanza, non solo antropologica ma quale strumento culturale attuale, di pratiche quali i mandala tibetani o le pitture di sabbia dei Navajo, per fare solo due esempi, che vengono effettuate solo a scopi cerimoniali e poi distrutte, o i giardini zen, che variano secondo lo stato d’animo dei curatori secondo principi di ricerca interiore. Anche alcune correnti della psicanalisi e della psicoterapia usano tecniche affini, per esempio il sand-play (la modellazione della sabbia), nel loro iter terapeutico. 
In ogni caso l’uso di questi materiali e di queste attitudini creative ed espressive ha molti vantaggi perché valorizza momenti ed esperienze comuni, è una pratica ecologica, economica e alla portata di tutti, divertente e semplice quanto profonda. 
Le tecniche proposte sono utilizzate con successo nei campi della formazione, dell’educazione, dell’animazione. 
In particolare sono utili per operatori della salute naturale, counselor, operatori sociali, insegnanti, persone che stanno affrontando momenti di cambiamento, transizione e trasformazione. 


* Stefano Fusi
è giornalista pubblicista e si occupa di comunicazione ed editoria come ufficio stampa e consulente. Dal 1974 si occupa di ambiente, ecologia e diritti umani collaborando con le principali organizzazioni italiane ed internazionali e con altri enti, istituzioni pubbliche e aziende private. È specializzato in ecologia, medicine e terapie naturali e tecniche per lo sviluppo personale. Ha avuto esperienze di animazione in ambito scolastico ed educativo. Organizza e conduce seminari, incontri, convegni, gruppi, esperienze sulla comunicazione, la crescita personale e il contatto con la natura. 
Dipinge da sempre utilizzando diverse tecniche fra cui chine, ecoline (inchiostri colorati), pastelli, acrilici, acquarelli. Ha realizzato molte esposizioni, illustrazioni e pitture murali; diverse sue opere pittoriche e grafiche sono presenti in collezioni private in Italia e all’estero. Realizza oggetti d'arte con sassi, pietre, legni e cortecce, ossa, penne e altri materiali naturali; nei gruppi esperienziali che conduce utilizza diverse semplici forme di espressione artistica e di “land art”. 
Ha scritto i libri “Spirito naturale – l’ecologia profonda per la salute del corpo e della mente”,  “Immaginazione creativa per il benessere”, “Energia vitale per la salute” in ed Tecniche Nuove; ha pubblicato le sue Carte sciamaniche per la guarigione e la conoscenza” in formato e-book per Area51 editore e in formato cartaceo per Edizioni Lalbero.

Sue opere sono su: www.adhikara.com e http://freecreative.net/it/portfolio/il-mondo-vivente-e-la-vita-interiore/