WILD MILANO

 

Conoscere e vivere il lato selvaggio e naturale della metropoli. Oasi, boschi, parchi periurbani, laghetti e fontanili, alberi e animali. La natura spontanea da salvare, le iniziative di forestazione, i corridoi ecologici.
A cura di Stefano Fusi.
 
I dettagli e la mappa: leggi qui http://bit.ly/38Vs9CU
 
Gli articoli
 
La volpe alla Ciribiciaccola.
Racconto del parco della Vettabbia, davanti a Chiaravalle, e del vicino parco dell'ex-Porto di mare. Un angolo di città a due passi dal centro che sta tornando naturale attorno alla magnifica abbazia
 
La cicogna al parco del Ticinello
Uuna meraviglia naturale, storica e culturale di Milano, il Parco del Ticinello, dove ci sono le ultime marcite ed è arrivata anche la cicogna. Da conoscere e salvare: dopo 30 anni di battaglie per conservare la campagna, ora vogliono tagliare alberi e farne un parchetto addomesticato, con stradine e luci notturne, facendo fuggire uccelli e lucciole. 
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Il capriolo nell'oasi del rospo
Benvenuto a Milanocity!!! Li avevo incontrati finora in montagna e nei boschi. Ma in tempi di lockdown, gli animali si sono avvicinati. Questo è il primo capriolo che passa non si sa come il confine della tangenziale! Erano in due, uno se n'è andato ma l'altro resta nell'Oasi Smeraldino a Valleambrosia di Rozzano: 22 ettari di natura protetta, una piccola e bellissima giungla a pochi chilometri dal centro. Non è facile vederlo (e non è necessario infastidirlo o spaventarlo: basta sapere che c'è), le visite sono poche e guidate.
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Il Laghetto fatato
La nuova oasi verde nell'ex cava a Trezzano sul Naviglio, presso Muggiano, appena oltre la tangenziale ovest. Un gioiellino selvatico aperto l'anno scorso dai volontari dove si può godere il tramonto, preparare un asilo nel bosco, meditare, andare in canoa e immaginare di essere... proprio dove si è! Una bella storia di natura recuperata e protetta che dà fiato alla metropoli
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Bambini e conigli sotto i cavoli, ovvero La foresta da mangiare!
La Food Forest e la Comunità di Sostegno all'Agricoltura. Un orto comunitario molto speciale dove si può partecipare, coltivare e poi raccogliere verdure e ortaggi molto buoni e croccanti, bio ma senza i prezzi da gioielleria dei negozi... e si piantano alberi per un piccolo bosco, si portano i bambini perché vedano che i cavoli non nascono nei supermercati
 
La Goccia alla Bovisa: il bosco che non dovrebbe esserci ma c’è ancora (fino a quando?)
Una straordinaria wilderness urbana minacciata, 42 ettari di bosco spontaneo con 2500 alberi di alto fusto: alberi e animali selvatici finora si sono salvati, ma le ruspe sono all’opera… Racconto qui la zona, dove andavo a scuola alla Rinnovata Pizzigoni e vedevo i misteriosi gasometri attorno ai quali la natura ha ripreso vigore. Nel bosco è stato creato anche un percorso di sculture e installazioni artistiche per sensibilizzare sulla bellezza naturale, ma il Comitato per il Parco La Goccia ieri ha dato l’ennesimo allarme: riusciranno i nostri eroi a resistere?
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La garzetta nel parco delle risaie
La più vasta area agricola a Milano, vicino alla Barona: un luogo dove ci sono cascine attive che coltivano e allevano mucche, la "strada del riso", una trattoria di campagna, stradine e rogge a due passi dai condomini periferici. Aironi e garzette ne hanno fatto la loro casa e c'è una "madonna delle risaie" dipinta da poco sul muro di una cascina, a testimoniare una integrazione fra città e campagna fino a poco tempo fa impensabile. Un luogo che offre una visuale inedita sulla metropoli. 
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I cigni sul Lambro
L’area naturalistica dell’Ansa del Lambro, a Ponte Lambro (Milano) è la rinascita di una zona degradata. Dopo l’abbattimento di un ecomostro ora c’è un parco, è stato piantato un bosco, sono stati ripuliti i fontanili e sono arrivati animali selvatici e uccelli rari. Il fiume Lambro è sinonimo di inquinamento ma è ancora vivo e dove viene rinaturalizzato può riservare sorprese.
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Il tasso e la beccaccia che gli salvò la vita
Un rifugio di biodiversità a due passi dall’aeroporto di Linate: la Levadina è una nuova oasi verde che dà ossigeno e protegge la metropoli dalle esondazioni del Lambro. Boschi umidi, prati e tanti animali selvatici che sono segno di salute. Un fiume da salvare e una terra che potrebbe ritornare salubre e sicura per gli abitanti umani, animali e vegetali in una delle zone più cementificate e trafficate d’Europa.
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Le api e i tritoni di Piazza d’Armi: “fate il verde, non la guerra! (alla natura)”

Il futuro dell’oasi naturale spontanea di Piazza d’Armi è ancora incerto. I 35 ettari di bosco spontaneo e prati a pochi chilometri dal centro di Milano, dove un tempo si esercitavano i soldati sui carri armati, sono un ecosistema che protegge dal calore, pulisce l’aria, ospita animali selvatici e insetti utili.  Da molti anni i cittadini si danno da fare per salvarla e trasformarla in un’occasione di rigenerazione urbana. Sono arrivate vittorie: vincolo dei Beni Culturali, edificazione solo su una piccola parte dell’area e mantenimento del verde. Ma l’urbanizzazione non si ferma facilmente e si resta in allerta. Leggi tutto qui http://bit.ly/2N3ObuT

Il ghiro, i fontanili e la quercia: l’oasi del Caloggio a Bollate

Un angolo di natura salvata ai bordi della metropoli. La porta d'ingresso al grande Parco delle Groane, che attraversa la Brianza. Un gioiellino che ospita fontanili, fiori rari, animali selvatici, due grandi alberi secolari e migliaia di alberi piantati dal 1993. Dai sentieri dell'oasi WWF del Caloggio si può partire alla scoperta delle brughiere e dei boschi che rimangono seminascosti in una delle zone più urbanizzate d'Italia.   

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L'oasi WWF di Vanzago e il corridoio ecologico Ticino-Milano 

La storia, gli animali, le piante e i segreti del Bosco WWF di Vanzago e il corridoio ecologico che collega l'ultima zona verde della Pianura Padana a Milano. L'oasi è tesoro di biodiversità ed è lo snodo essenziale di un vero e proprio impianto salvavita per la metropoli che altrimenti rischia di soffocare.  

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Passeggiata d'autore

Milano, sabato 7 novembre 2020, ore 10,30

PASSEGGIATA D'AUTORE condotta da Stefano Fusi

WILD MILANO  

AFFORI. IL PARCO DELL’EX PAOLO PINI, IL MUSEO D’ARTE ALL’APERTO E IL GIARDINO DEGLI AROMI

Una città nella città, separata da un alto muro di cinta per impedire ai pazienti di uscire (e ai “normali” di entrare e vedere): era il “manicomio”. Oggi l’ex ospedale psichiatrico è uno dei luoghi più interessanti della città, una “follia” positiva per Milano. Arte e solidarietà nella natura, dove si può vagabondare incontrando strani animali: volpi, ricci, civette, falchi, galline, conigli e persone che vanno a ritmo lento.

Paradossalmente protetto dalla sua antica natura di reclusorio, si è rovesciato di segno. È una terapia collettiva per tutta la città. Aperte le porte allora invalicabili, ospita servizi sanitari ma soprattutto un bellissimo parco segreto e alcune delle esperienze sociali e culturali più importanti di Milano, prese a modello in tutta Europa come esempio di integrazione fra i “matti” e i “normali”.

Con la chiusura dei manicomi a seguito della legge Basaglia, dagli anni Ottanta il Paolo Pini si è trasformato in uno straordinario esperimento di ecologia umana. Ogni anno vi si svolge il Festival di musica, teatro, arte e letteratura “Da vicino nessuno è normale”; l’associazione Olinda vi gestisce anche un ostello, un bar-ristorante e molto altro. Il verde domina con centinaia di grandi alberi, viali ombrosi e giardini terapeutici per le strutture sanitarie presenti, l’unico istituto professionale di agricoltura della città - il Pareto - con le sue serre,  gli orti sociali e il Giardino degli aromi gestito da un’associazione che produce piante officinali e cura l’inclusione sociale. A due passi, un’altra piccola oasi naturale, il Parco POP (Oltre il Pioppeto), dove un tempo si coltivava il grano e oggi prospera un angolo di verde spontaneo protetto dai soliti miopi piani di edificazione grazie ai Seminatori di Urbanità. In tutto, una decina di ettari sottratti alla speculazione edilizia e alla vecchia incultura della segregazione dei diversi.

Girando per i viali e sui sentieri fra folti boschetti si incontrano il Mandala di erbe, le installazioni di design naturale, un salotto-casetta sull’albero, opere d’arte e dipinti murali sui padiglioni. Gli interventi artistico-sociali sono stati realizzati con il contributo di artisti di calibro, tra cui Enrico Baj ed Emilio Tadini, insieme ai pazienti dell’ex ospedale psichiatrico e agli operatori sanitari. Ne è nato il MAPP (Museo d’Arte Paolo Pini), che promuove l’arte come “servizio sociale” e ospita botteghe d’arte e arteterapia: un polo museale di tutto rispetto, una collezione di livello internazionale con lavori di oltre 140 artisti.

Appuntamento

sabato 7 novembre
ore 10.30
Uscita Stazione MM3 Affori Nord
Info e iscrizioni: www.passeggiatedautore.it

 

 

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